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Editoriali

Da Scanzi a Morra: chi è allineato con il Governo è quasi legittimato ad offendere

Odiare ti costa. Solo se sei di sinistra.
E se sei di destra? Chiuso il sipario.


Una triste vicenda, che può essere di certo emblema per tutti i casi passati sottotraccia, che coinvolge la giornalista e saggista notoriamente vicino alla destra leghista e meloniana Maria Giovanna Maglie. Andrea Scanzi, il famoso giornalista influencer (o come adora descriversi sulla piattaforma di social network Twitter, la “rockstar del giornalismo italiano” ) allineato con le forze del Governo giallo-rosso racconto la Maglie così: “Entrata in Rai grazie a Craxi, uscita dalla Rai grazie alle “spese pazze”. Adoratrice dell’ultima Fallaci. Trumpiana sfegatata, salviniana indemoniata, meloniana di rimbalzo” ed ancora: “il doberman in quota rosa di Rete4“. Ma in questo caso nessuna intellighezia di Sinistra ha preso le sue parti: sono rimaste nel silenzio. Il centrodestra dà solidarietà alla giornalista nel mirino Andrea Scanzi. Una scena di pieno odio e veleno gratuito.


Oltre al fatto che insultare in questo modo fa sempre passare dalla parte del torto, dare del doberman, quindi del cane, ad una donna – in più impegnata nel mondo politico/giornalistico – è al quanto poco simpatico, non galante e di cattivo gusto. Ma la riflessione è la seguente: se l’offesa è pronunciata da una bocca di sinistra, l’oggetto cambia di valore? Si può notare che situazioni simili si verificano più spesso di quel che noi pensiamo: ad esempio, la squallida dichiarazione dell’esponente 5 Stelle Nicola Morra, presidente della commissione antimafia sulla defunta governatrice della Regione Calabria Jole Santelli: Sarò politicamente scorretto, era noto a tutti che la presidente della Calabria Santelli fosse una grave malata oncologica. Umanamente ho sempre rispettato la defunta Jole Santelli, politicamente c’era un abisso. Se però ai calabresi questo è piaciuto, è la democrazia, ognuno dev’essere responsabile delle proprie scelte: hai sbagliato, nessuno ti deve aiutare, perché sei grande e grosso”. Terrificante. Naturalmente, il centrodestra ha chiesto immediate dimissioni. Nicola si scusa ma non arretra: “Io non mi dimetto”. Un insulto non solo alla memoria della defunta On. Santelli, ma anche ai 2 milioni 250mila di italiani che convivono con un tumore.


Le parole, che possono essere considerate d’odio, sono realmente d’odio solo se vengono dalle forze sovraniste od affini.

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