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Editoriali

Natale sotto il Bipensare

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Spaccati sotto le macerie della pandemia, quella del COVID19, l’unico modo per ricomporre un tessuto sociale frammentato è la riorganizzazione della società.

Di eventi preoccupanti e bislacchi ne abbiamo visti a bizzeffe: dalle multe per un bacio a Forte dei Marmi, Toscana, a scontri duri dopo manifestazioni cruente e pregne di disperazione come quelle di Napoli e Roma, fino a composizioni di gruppi complottisti No Mask. L’opinione pubblica è spaccata fra i negazionisti e i filo-governo. La “comunicazione lineare”, detta alla premier Giuseppe Conte, del Governo fa vivere la popolazione in un clima fra l’ostilità, la diffidenza e la non-comprensione.

Fra colori sgargianti, non quelle delle luci di Natale, ma quelli dell’Italia giallo-arancione-rossa, c’è un dibattito che pervade la rete nazionale dell’informazione: come passeremo questo Natale 2020? Pareri contrastanti all’interno dello stesso governo e stesso vicariato pubblico, il Ministero della Salute capeggiato dal ministro Speranza, gettano la discussione del caos più totale: da una parte c’è il sottosegretario al Ministro della Salute Pierpaolo Sileri che ammette che “andranno evitati pranzi familiari” ma appena qualche giorno dopo: “Sotto tono, ma secondo me si potrà anche invitare qualcuno a casa” a Rai Radio 1 ad un “Giorno da Pecora”. La collega, con il medesimo ruolo da sottosegretario, Sandra Zampa dice la sua: “A Natale a tavola solo parenti di primo grado”. Insomma, di linee ufficiali neanche l’ombra. Forse una speranza nel fare uno strappo alla regola il 24 notte, alla vigilia di Natale, ma anche questo non trova riscontro cartaceo. L’assenza totale di dialogo fra parti dello stesso Governo pervade qualsiasi canale di informazione, quasi come se fosse orientato al disorientamento.

Tutto assomiglia sempre più al libro “1984” e la legge del bipensare. Nel mondo distopico di George Orwell, nell’Oceania, una delle tre superpotenze in equilibrio permanente fra loro, il SocIng (socialismo inglese, dittatura imperante in Oceania) richiedeva ai membri dell’unico Partito, quello del Big Brother, la capacità e lo sforzo del Bipensare. Il Bipensare non è altro rimuovere a piacimento del partito gli eventi precedenti, e riaggiornarli con nuovi sulla nuova linea con l’impostazione della società. Un esempio: se oggi entriamo in guerra con l’Eurasia, noi SIAMO in conflitto da sempre con l’Eurasia; se ricordiamo amica la superpotenza Eurasia, sbagliamo perché non è mai stata così. Insomma 2+2 non per forza fa 4. A volte 3. A volte 5.


E’ quello che ci è chiesto dopo la crisi pandemica ancora non passata? In parole povere, aspetteremo fino all’ultimo per festeggiare una festa, con o senza i nostri cari.

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